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Intervista al Dottor Michele Sterlicchio

 

 

 

 

 

 

 

 

Pubblichiamo una breve intervista fatta al Responsabile dell’Ambulatorio Polio e sindrome Post-Polio “Louise Read”, Dott. Michele Sterlicchio presso il IRCCS Policlinico San Donato.

 

 

  1. Domanda: La PPS è comparsa in tempi relativamente recenti e su di essa sono stati fatti numerosi studi e ricerche. In Italia però questa sindrome sembra resti confinata solo ad una percentuale irrilevante tra i pazienti colpiti da PAA (il 2-4% secondo vari centri post-polio e  il 40-50% denunciato dalle varie associazioni europee ed americane). Come si può spiegare questa discrepanza?

 

Risposta: La discrepanza si spiega col fatto che tutt’oggi è difficile formulare una diagnosi di certezza di PPS. Io credo che nel mondo tale diagnosi sia sovrastimata. Spesso infatti si tratta di pazienti ultra sessantenni e pertanto è l’invecchiamento fisiologico a determinare una maggiore debolezza ed atrofia muscolare. Da ricordare che il motoneurone è l’organo colpito nella fase acuta dalla polio. Ed è proprio il motoneurone quello soggetto a degenerare già dopo i 40-50 anni di età in pazienti anche normali, in pazienti affetti da esiti di polio il peggioramento è molto più evidente.

 

  1. Domanda: Si conoscono le difficoltà ad effettuare una diagnosi di PPS: a tutt'oggi quali sono i criteri che definiscono in modo preciso questa sindrome?

 

Risposta. Definirla in modo preciso attualmente non è possibile. I criteri comunque sono: aver avuto un episodio di poliomielite confermato all’anamnesi e dai test sierologici, seguito da un periodo di recupero, comparsa graduale di improvvisa debolezza dei muscoli che erano stati precedentemente colpiti dalla polio con coinvolgimento di altri distretti muscolari associato a disturbi del sonno, respiratori e di deglutizione, esclusione di altre patologie neurologiche e mediche

 

  1. Domanda: Anche per l'etiologia della PPS sono state ventilate più ipotesi: qual è oggi la più accreditata?

 

Risposta. La causa più accreditata potrebbe essere dovuta all’instaurarsi di un processo infiammatorio seguito da un processo di invecchiamento. Infatti tutti i pazienti vengono sottoposti ad esame elettromiografico ed esami ematologici mirati.

 

  1. Domanda: Quali sono i fattori di rischio di questa sindrome (il sesso, l'età, la gravità della precedente patologia, ecc.)?

 

Risposta. L’unico fattore di rischio accertato in letteratura sembra essere la gravità della patologia durante la fase acuta della polio.

 

 

  1. Domanda: Esistono cure efficaci che possono in qualche modo fermare o perlomeno "rallentare" il decorso di questa sindrome?

 

Risposta. In letteratura ci sono diversi studi che indicano come un trattamento con immunoglobuline endovena possa rappresentare un’opzione terapeutica di sostegno nei pazienti con PPS. Un’altra strada è rappresentata dai farmaci immonomodulatori.

 

  1. Domanda: E' possibile che anche persone colpite da PAA abortiva (e quindi senza esiti evidenti) possa incorrere in questa sindrome?

 

Risposta: Non ci sono evidenze in tal senso, anche se ciò potrebbe essere possibile.

 

  1. Domanda: E' possibile attuare una prevenzione efficace volta ad impedire la continua perdita di funzionalità neuromuscolare che questa sindrome comporta?

 

Risposta. La prevenzione è possibile con l’alimentazione e la rieducazione neuromotoria con rinforzo muscolare dei settori colpiti. Chiaramente previa esecuzione di elettromiografia ed esami ematologici tra cui dosaggio anche della Vit. D , Ck, I.L. 6, ecc. Prima si inizia maggiori sono le possibilità di successo.

 

 

  1. Domanda: E' possibile porre diagnosi differenziali con altre  malattie neuromuscolari quali la miastenia gravis, la sindrome da stanchezza cronica, la sclerosi multipla, la sclerosi laterale amiotrofica, il morbo di Parkinson?

 

Risposta. Si è possibile con una valutazione clinica ed esami strumentali quali l’elettromiografia, RMN, TAC, DAT SCAN.

 

  1. Domanda: E' possibile che un pz colpito da PAA resti in qualche modo "sensibile" ad altre patologie neuromuscolari? Esistono casistiche in tal senso?

 

Risposta. In letteratura non ci sono evidenze in tal senso. Il paziente colpito da polio ha spesso deformità scheletriche tali da essere sottoposto ad interventi ortopedici

 

  1. Domanda: Pur in assenza di sintomi esistono segni patognomici che possono indurre una diagnosi di PPS?

 

Risposta.  Sono i sintomi che ci fanno sospettare una PPS. Sintomi che andranno confermati clinicamente e strumentalmente

 

 

 

Dott. Michele Sterlicchio - Responsabile Ambulatorio Polio e Sindrome Post-Polio "Louise Read" - S. Donato Milanese.

Responsabile U.O Neurofisiologia IRCCS policlinico di S. Donato Milanese Specialista in neurologia (Milano 1988), Specialista in neurofisiologia (Pavia 1994), Master in medicina clinica ambientale. Professore a contratto università di Milano.


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